
"Gentile Dottor Deaglio,
sono il ragazzo che mercoledì, alla presentazione alla Feltrinelli di Roma del libro "Patria", Le fece una domanda circa la progressiva riabilitazione del fascismo ("da cosa nasce questa voglia di revisionismo e come mai una ventina d'anni di destra hanno spazzato la quarantennale storia partigiana ? ).
Io tento, con tanta passione e poca fortuna, di fare il giornalista.
Purtroppo sono rimasto invischiato nella solita spirale "dell'amico dell'amico". O meglio, di non esserlo di nessuno.
Eppure non rinuncio a cercare di capire la società in cui vivo, anche se sempre più difficile, non perchè la società sia più complessa di una volta ma perchè assume atteggiamenti di un simile infantilismo collettivo, da essere di di dubbia comprensione da parte mia.La ringrazio per la risposta,esaustiva ed allucinante nella sua chirurgica verità, eppure questo discorso di cambiamento di vedute, questa voglia di violenza e poco amore al dialogo, sono tipici di una cultura di estrema destra (cioè la destra italiana; Le ricordo a tal proposito la sentenza di Montanelli: << gli Italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello >> ).
Spulciando nella rete trovo persone che ricordano un cartellone pubblicitario degli anni '80 che così recitava:
"TORNA A CASA IN TUTTA FRETTA, C'E' UN BISCIONE CHE TI ASPETTA".
Ecco, secondo me, in accordo anche con altri giornalisti o semplici blogger, penso che proprio da li si debba far risalire l'origine dell'abbandono, da parte delle persone, dell'interesse della cosa pubblica.
Che vuol dire "TORNA A CASA IN TUTTA FRETTA" ?
Semplice: è un invito, non appena si esce dall'ufficio dove magari per 8 ore si sono battuti i tasti, a disinteressarsi completamente di quello che ci succede intorno.
"CHE TI FREGA DELLA SOCIETA'? TORNA A CASA IN FRETTA, C'E' LA TV AD ASPETTARTI !"
Come non leggere in questo "consiglio l'incipit ed al contempo la summa della "non idea" berlusconiana?
Solo gli sfigati si fermano a chiacchierare, solo i falliti vanno nelle case del popolo (e difatti al posto delle case del popolo che Benigni faceva vedere in "Berlinguer ti voglio bene" ora ci sono locali di spogliarello).
La paura del diverso, il terrore dello stupratore rumeno, il fatto che questo sia diventato un popolo di fobici che non vede l'ora di chiudersi nel gabinetto di casa perchè l'uomo nero sennò li aggredisce,non è forse figlia di quello scellerato suggerimento ?
E la progressiva reazione delle persone (la sistematica umiliazione degli immigrati, la televisione che detta regole e costumi a chi è digiuno di libri ed internet, il totale rifiuto di una dimensione pubblica a favore del proprio guicciardinesco "particulare" tranne quando c'è da fare il coro da stadio, dove tutto si divide in "INFAME" od "ONORE" ) non deriva forse dalla voglia di fregarsene di tutto, di tornare a casa in tutta fretta, magari aspettando il demiurgo salvifico che ci parli dal balcone (virtuale ovviamente) ?
Chi la sera torna a casa in tutta fretta senza fermarsi a parlare con nessuno, ha voglia di odiare gli extracomunitari, ha voglia di farsi gli affari propri senza rendere conto a finanza e polizia, ha voglia di tornare in pubblico solo per ostentare i suoi soldi e le proprie conoscenze, ha voglia di urinare sopra agli altri per mero interesse e desiderio di rivincita ("stavolta ve lo faccio vedere io..."), ha voglia di stare chiuso a casa, terrorizzato dal prossimo.
Ha voglia di destra.
Non so se ne usciremo fuori, le voci che steccano in questo coro perverso son sempre di meno.
Io però qualche cosa voglio continuare a scriverla, almeno per un altro po',finchè mi regge la passione.
Poi magari spengo pure io il pc e mi affretto a tornare a casa."


















